Siamo solo un'Illusione?

Do I exist? Così breve quanto complessa questa frase composta da soli 3 elementi.
Esistere deriva dal latino Exsisto, formato da ex, fuori(da), e sisto, essere, stare; dunque stare fuori da, emergere, essere(esistere) indipendentemente dal resto. Esistere significa, pertanto, essere non qualcosa di generale, e indefinito, ma emergere proprio da quella bolla di Indeterminazione e attualizzarsi in un individuo unico. Perciò, esisto? Diciamo in quest'ottica sì.
Ma da un punto di vista ontologico posso dire lo stesso?
E se tutto fosse un'illusione? Beh, questo è un quesito millenario, che si protrae dal Cogito di cartesiana memoria fino ai giorni nostri. Sicuramente, Non posso dubitare di pensare, in quanto, anche se lo facessi, paradossalmente, proverei il mio punto. Infatti, come potrebbe un essere inesistente pensare e dubitare di se stesso? Tuttavia ciò dimostra solo l'esistenza del pensiero, ma non di tutto il resto (il mio corpo, la realtà che mi circonda).
Ma, il pensiero cos'è? Ha una sua sostanzialità?
Anche qui, è davvero difficile dare una risposta univoca. Ancora non sappiamo cosa sia il pensiero di preciso. Non abbiamo nemmeno compreso se esso occupi uno "spazio" concreto, e dove sarebbe eventualmente collocato.
Il pensiero dev'essere, necessariamente, qualcosa di concreto?
Questo, francamente, non lo so, ciononostante non può essere sostanziato arbitrariamente, giacché non se ne hanno prove sensibili. Sul pensiero possiamo solo dare definizioni autoreferenziali. Io posso solo riconoscere di star pensando, ma non posso vederlo, sentirlo, toccarlo.
A questo punto viene da chiedersi se il pensiero come autocoscienza, ovvero la facoltà di un individuo di pensare e anche dubitare di se stesso sia una capacità solo umana.
Perché, se così non fosse, cos'è che ci rende umani, se non l'unica cosa di cui non possiamo dubitare? Allora, sarebbe corretto affermare che una macchina senziente sia un uomo, proprio come noi.
Ed è forse questo il messaggio finale di "Ghost in The Shell"